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L'appello: "Serve un cessate il fuoco completo". Ma l'ambasciatrice Usa si schiera con l'alleato

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha tenuto ieri una riunione di emergenza dopo che Israele ha dichiarato che avrebbe "preso il controllo" di Gaza City. La decisione del gabinetto di sicurezza dello Stato ebraico ha scatenato un'ondata di critiche a livello globale. "L'ultima decisione del governo israeliano rischia di innescare un altro orribile capitolo di questo conflitto", ha denunciato Miroslav Jenca, Segretario generale aggiunto dell'Onu durante l'incontro. "Le Nazioni Unite sono state inequivocabili: l'unico modo per porre fine all'immensa sofferenza umana a Gaza è un cessate il fuoco completo - ha aggiunto -. Non esiste una soluzione militare al conflitto armato nella Striscia o al più ampio conflitto israelo-palestinese". Il piano dello Stato ebraico rischia di "provocare un'altra calamità", ha ribadito infine Jenca. "L'incontro è emblematico del ruolo controproducente che troppi Paesi in questo Consiglio e nel sistema Onu hanno giocato in questa questione. Intanto gli Usa stanno cercando instancabilmente di ottenere la liberazione degli ostaggi, porre fine alla guerra e dare alla gente di Gaza un futuro senza Hamas, ma questo consiglio mina tali sforzi", ha spiegato invece la vice ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Dorothy Shea (nella foto), e ha aggiunto, che Hamas deve essere rimosso dal potere o non ci sarà pace. "Israele ha accettato tre proposte di cessate il fuoco, Hamas le ha respinte, Israele ha il diritto di decidere cosa è giusto per la sua sicurezza", ha detto ancora.