Le principali aziende giapponesi quotate alla Borsa di Tokyo hanno registrato un calo degli utili del 10,2% nel periodo tra aprile e giugno rispetto allo stesso trimestre del 2024: si tratta della prima flessione in tre anni, con il settore manifatturiero che risulta particolarmente colpito dall’aumento dei dazi statunitensi. Lo rivela un’indagine pubblicata dalla società di intermediazione Smbc Nikko Securities, che segnala come il comparto in esame abbia segnato una contrazione del 22,7% degli utili netti, in particolare le case automobilistiche con un crollo del 42,1%. Poco ottimistiche anche le previsioni per i bilanci dell’intero anno fiscale che si concluderà a marzo 2026, che, in base alle previsioni fornite dalle stesse aziende, dovrebbero chiudersi in rosso; in questo caso sarebbe la prima volta in sei anni.
L’indagine di Smbc Nikko si basa sulle trimestrali pubblicate da oltre 820 società, che rappresentano circa il 70% delle aziende quotate nel Prime Market, il segmento principale della Borsa di Tokyo. “Il settore auto è quello che più risente dell’impatto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump sulle importazioni negli Stati Uniti”, afferma Hikaru Yasuda, chief equity strategist di Smbc Nikko, aggiungendo che anche la debolezza della domanda interna ha influito negativamente sui risultati. A pesare, inoltre, l’apprezzamento dello yen rispetto al dollaro Usa - che ha inciso sui margini dell’industria manifatturiera, in particolare nel settore dei macchinari, dove l’utile netto complessivo è sceso del 10,7%.









