«C’era Luis, spirito libero, un artista che suonava e vendeva pure qualcosa col suo banchetto e poco più in là c’era Peppino con il furgone rosso di panini. E si vedeva spesso anche Tamara, povera, che andava da Peppino ed è stata seppellita quando non si sapeva ancora la causa».
Diamante non è Miami. Di qua Luis, di là Peppino, qualche bancarella. Si conoscono un po’ tutti sul lungomare di questo paese turistico del Consentino e lei, Rosaria, conosceva sia le due vittime, Luigi Di Sarno detto Luis e Tamara D’Acunto, sia il titolare del food truck che preparava i panini incriminati, alle cime di rape, quel Giuseppe «Peppino» Santonocito, 32 anni e un grande peso dentro: «Sono disperato, ditemi cosa posso fare per togliermi questo macigno».










