L’estate, le vacanze, il riposo, il silenzio politico. Le prime tre sì, la quarta ma quando mai. Ci dirigiamo in direzione Senigallia, la città di cui ha raccontato le gesta anche Nicolò Machiavelli, in provincia di Ancona. Oltre 40mila abitanti affacciati sull’Adriatico. Qui la polemica, che accompagna il percorso verso le elezioni regionali marchigiane del prossimo 28-29 settembre, riguarda la proposta della Festa dell’uomo che sembrerebbe uscire dal laboratorio dell’assessore, con delega alle pari opportunità e ai servizi alla persona, Cinzia Petetta. L’esponente del consiglio comunale è in quota Fratelli d’Italia e riveste l’incarico dal 2020. Ci sediamo, quindi, alla sua scrivania per trovare il bandolo della matassa in questo caos.
Assessore, la sua Festa dell’uomo ha generato una caso di portata nazionale. Quali erano le sue intenzioni?
«Vede è proprio qui l’errore. Bisogna andare a sentire il consiglio comunale dello scorso 30 luglio, legato alla variazione di bilancio».
Quello in cui la sua collega del Pd, Chantal Bomprezzi, ha attaccato lei e il sindaco sulla questione...
«Non voglio citarla per non farle pubblicità, ma la questione viene tutta da lei. Ha attaccato il primo cittadino Massimo Olivetti dandogli del maschilista, poi non paga si è rivolta a me dicendo che mi occupo della Festa dell’uomo. Ma io non ho mai usato quelle parole».








