Gli indicatori della fiducia dei consumatori e delle imprese rappresentano uno dei riferimenti di maggior rilevanza per il sistema socio-economico. Quando i vari indicatori coincidono esprimono componenti che possono costituire le basi per disegnare una politica industriale in grado di valorizzarli odi ridurre i rischi nel caso essi siano negativi. Purtroppo entrambi da anni stanno subendo continui cali, soprattutto quelli riferiti alle imprese che sono i più importanti perché alla base dell’occupazione e degli investimenti.
A spingere verso il basso la lancetta della fiducia dei consumatori è lo strascico dell’inflazione, completamente domata nei periodi annuali successivi al 2023 ma con un costo della vita che è rimasto gravato di quei 15 punti accumulati nei precedenti 18 mesi che, in assenza di una crescita economica di almeno un punto e mezzo o due punti di Pil, sta pesando sul potere d’acquisto e di riflesso sulla propensione alla spesa come un macigno.
Ancora più importante per la crescita economica, e indirettamente per la fiducia dei consumatori, è il dato delle imprese che da ben 8 trimestri subiscono una calo della produzione industriale. Evitare che la discesa prosegua nei prossimi mesi sarà complesso, visto il pessimo contesto internazionale, il crescente debito pubblico, gravato dai costi del 110% e da quelli della trasformazione digitale e ambientale.






