Stava lavorando in un cantiere edile di Ciriè quando un balcone è crollato di schianto. E le altre persone che erano con lui, invece di chiamare il 118 per prestare i soccorsi, hanno caricato Mihai Opulele, un muratore 48enne di origine romena, su una macchina, hanno percorso qualche chilometro. Poi, raggiunto un posto abbastanza appartato per non dare nell’occhio, lo hanno abbandonato nelle campagne di Ciriè. Questo perché lavorava in nero. Per fortuna, qualche ora dopo, un pensionato che stava passeggiando in via Robaronzino si è accorto di quell’uomo sporco di sangue che stava rantolando incosciente al bordo di una strada sterrata. L’uomo ha subito chiamato il 118. Molto probabilmente pensava che Opulele fosse vittima di un regolamento di conti e, dopo essere stato massacrato di botte, qualcuno lo avesse gettato nel prato.

Il sospetto dei soccorritori

Invece no. I primi dubbi sono venuti ai medici e agli infermieri che lo stavano soccorrendo, anche perché era abbastanza evidente dall’abbigliamento che il 48enne arrivasse da un cantiere edile. È stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Ciriè, dove ora si trova ricoverato in prognosi riservata a causa delle fratture riportate in diverse parti del corpo. La prognosi resta riservata anche se, per fortuna, non è in pericolo di vita. L’uomo, per ora, non ha ancora parlato con gli investigatori.