MESTRE (VENEZIA) - «Giusto l'altro giorno mi parlava del suo grande sogno: andare in America e lì vivere di musica, continuare a comporre, incidere dischi». Un desiderio che non si realizzerà mai, spezzato in un istante da un camper che dopo averlo investito non si è nemmeno fermato a prestargli soccorso, pensando soltanto a scomparire nel nulla. Si è interrotta nel più vile dei modi la vita del 63enne di Favaro Veneto Paolo Pistolato, attorno a mezzogiorno di ieri, mentre in sella alla sua bicicletta risaliva rampa Rizzardi.

Il conducente del camper che l'ha investito non si è fermato, è fuggito, ed ora è indagato sia per omissione di soccorso che per omicidio stradale. La Procura ha aperto un'inchiesta per fare piena luce sulla dinamica: non è infatti chiaro se il camper abbia urtato la bici di Pistolato lateralmente o se l'abbia travolta da dietro. Quel che è certo è che Paolo è stato soccorso dal Suem 118 in condizioni disperate, in shock emorragico, e portato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale dell'Angelo. Ha lottato per ore tra la vita e la morte, ma il cuore ha ceduto in serata.

Paolo era una figura discreta, quasi invisibile per chi non lo conosceva, ma piena di luce per chi gli voleva bene. Viveva a Favaro Veneto, nel quartiere di via Triestina, da oltre 45 anni. Dopo la morte dei genitori, avvenuta ormai più di otto anni fa, era rimasto solo nella grande casa in cui era nato. Qui conduceva un'esistenza semplice, fatta di piccoli lavoretti e tanta musica. Non aveva un impiego fisso: portava le pizze in giro, curava qualche giardino, sbrigava qualsiasi faccenda gli venisse richiesta. «Ci siamo visti l'ultima volta sabato scorso racconta il cugino e consigliere di Municipalità Piero Trabuio . Quella sera abbiamo parlato a lungo, mi aveva confidato ancora una volta il suo sogno di sempre: andare in America a suonare la sua musica. Comporre, incidere, magari un disco, come già aveva fatto in passato, anche se senza successo. Gli servivano però troppi soldi, il che gli impediva di partire già all'indomani, ma non smetteva comunque di pensarci».