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Ultimo aggiornamento: 8:00
Con i 1.538 iscritti che dicono “sì” al sostegno al candidato del Pd alla presidenza della Regione Toscana, Giani, e che battono i 1.030 “no”, accelera la traiettoria di “normalizzazione” del M5S, ormai definitivamente intrapresa, e che fa di questo soggetto politico un cespuglio in più nel centrosinistra, come evidente da un po’.
Il centrosinistra in questo Paese è quello che involontariamente l’ex presidente della Commissione Paesaggio di Milano, Marinoni, aveva descritto all’ex assessore all’Urbanistica del Comune finito al centro dell’inchiesta “Grattacieli Puliti”: neoliberismo con una “spolverata di sociale”.
Il M5S ha deciso di governare la Toscana insieme a quello stesso Giani e a quelle stesse forze politiche – Pd, Azione, Italia Viva di Renzi – di cui è stato all’opposizione fino a oggi. Lo stesso Giani che aveva accettato senza colpo ferire la costruzione di una base militare nel Parco di San Rossore e a Pontedera. Spesa prevista 520 milioni. Giani che addirittura aveva proposto e ottenuto la collocazione di parte della base a Pontedera. Giani che nell’aprile 2022 a una domanda sulla costruzione della base militare, rispondeva: “C’è una guerra e non possiamo ragionare come prima”. Ha scelto tra l’altro di farlo da socio di minoranza. E in politica i rapporti di forza sono quelli che contano in ultima istanza. Parafrasando Luca Carboni che cantava “Bologna è la regola”, potremmo dire che per il M5S è la Toscana a essere una regola.













