«La democrazia non può essere costruita sulla sabbia, dobbiamo dare un nome al male e il comunismo era un male», dice Martin Mejstrik, leader studentesco durante la «rivoluzione di velluto». È stato lui, ex senatore indipendente, il promotore della campagna per vietare nella Repubblica Ceca la propaganda comunista mettendola sullo stesso piano di quella nazista. Il presidente Petr Pavel ha firmato un emendamento al codice penale che entrerà in vigore il primo gennaio 2026. Chiunque fondi, sostenga o promuova «movimenti nazisti, comunisti o di altro tipo che mirano a sopprimere i diritti umani e le libertà o incitano all’odio razziale, etnico, nazionale, religioso o di classe» rischia una condanna da 1 a 5 anni di carcere.