Come Pak Doo-ik, il centrocampista nordcoreano – nella vita professore di educazione fisica – che ci eliminò dai Mondiali di calcio del’66. Anzi peggio, perché quella partita almeno la giocammo: la sinistra invece, invocando il boicottaggio di Italia-Israele (se non giochiamo perdiamo a tavolino e restiamo esclusi dal terzo Mondiale di fila) indossa la divisa di Byron Moreno, il pingue arbitro ecuadoriano giustiziere degli “azzurri” di Trapattoni contro l’altra Corea.
Ora: d’accordo che la Nazionale è mediocre e giocando rischiamo comunque una Caporetto dunque l’esclusione dal torneo della prossima estate negli Stati Uniti, e però sabotare l’incontro, oltre che contrario ai valori dello sport – dovrebbero unire e non dividere – è uno straordinario esercizio di anti italianità. Niente. Laura Boldrini strilla: «Italia-Israele del 14 ottobre non dovrebbe disputarsi e Israele dovrebbe essere escluso dalle competizioni sportive a causa del genocidio in corso a Gaza».
FRANCESCA ALBANESE PREMIATA DAL PD E LA DESTRA SCENDE IN PIAZZA
Lunedì 4 agosto - salvo cambi di programma dell’ultima ora, visto il montare delle proteste e delle contest...
La dem concorda con un altro dem, Mauro Berruto, il quale da un paio d’anni è responsabile Sport della segreteria Schlein e dal 2010 al 2015 non era dem ma allenava la nazionale maschile di pallavolo. «Italia-Israele», ha dichiarato l’ex ct, «è una partita che non dovrebbe proprio essere giocata». Sperava che Udine, amministrata dal centrosinistra, facesse come Bari – altra amministrazione Pd – che si è rifiutata di ospitare l’incontro, col sostegno della giunta regionale anch’essa di sinistra. Al contrario di quella del Friuli Venezia Giulia capeggiata dal leghista Massimiliano Fedriga, il quale ha dato il patrocinio. Poi Berruto aggiunge che «non tocca agli organismi sportivi italiani decidere su questo “ban” (divieto, ndr) ma a quelli internazionali, in questo caso Fifa e Uefa». Berruto, da allenatore della Nazionale, si sarebbe consegnato a una sconfitta a tavolino? È dubbio, e infatti poi tenta di aggiustare il tiro (è stato pure direttore tecnico della nazionale di tiro con l’arco), ma comunque chiede che gli “azzurri” diventino rossi, «come le magliette indossate da Panatta e Bertolucci nella finale di Coppa Davis nel Cile di Pinochet», che era un dittatore venezuelano per Di Maio, allora ministro degli Esteri.






