La loro prima volta in Italia è stata un successone. Hanno assistito al concerto delle Blackpink in 50mila, tra cui Giorgia Meloni per accompagnare la figlia Ginevra. La premier in perfetto dress code, camicetta rosa e pantaloni neri, i colori del quartetto k-pop, era seduta in una zona riservata della terrazza vip nel grande spazio dell’Ippodromo La Maura, accanto all’ambasciatore coreano. Poco distante anche Michelle Hunziker con le figlie Sole e Celeste.
Età media dei numerosi fan accorsi a Milano al di sotto dei 30 che hanno finalmente potuto vedere dal vivo le quattro amatissime ragazze (Lisa, Jennie, Jisoo, Rosé dalla bellezza disarmante) cantare, ballare e coinvolgere il pubblico.
Brave e preparate, nulla è lasciato all’improvvisazione. Le Blackpink hanno passato anni alla YG Entertainment, una delle scuole sudcoreane più importanti dell’intrattenimento dove si sono formate artisticamente sul filo di competizioni militaresche. E oggi rappresentano l’eccellenza, insieme ai Bts, di un genere musicale made in Corea che negli anni è sensibilmente cresciuto, da nicchia di appassionati a fenomeno globale; primi posti nelle classifiche con record d’incassi assoluto per un gruppo tutto al femminile che detiene il Guinness World Record per essere il più ascoltato su Spotify con 13 miliardi di stream e seguito da 1,8 milioni di fan nel tour precedente. Tutto questo è sintomo di una forte tendenza che arriva dall’Asia orientale, travolgente come un maremoto.







