L’uomo, in senso lato, ha preso l’abitudine di celebrare chiunque e qualsiasi cosa dedicandogli una giornata del calendario, sensibilizzando così, con un tributo, il comune senso di civiltà. Ultima, ma non ultima, è la proposta dall’assessore ai servizi alla persona e alle Pari Opportunità, di Senigallia, Cinzia Petetta(Fratelli d'Italia), per istituire la festa dell’uomo, in segno di gratitudine per chi ha fatto di sé stesso un modello positivo. Detto e fatta, la polemica. L’idea è stata immediatamente bocciata dalla segretaria regionale Pd delle Marche e consigliera comunale, Chantal Bomprezzi, che ha tagliato corto: «Altro che festa dell’uomo, c’è tanto lavoro ancora da fare su certe tematiche».

Evidentemente non tutte le opportunità sono uguali, dividendo i celebrati tra serie A e serie B, come dimostra il nuovo scontro. Ma che ci si deve inventare per due righe in cronaca? E pensare che dal 1992 la data del 19 novembre è già intitolata alla festa internazionale degli uomini, riconosciuta ufficialmente in 50 paesi, ma non dalle Nazioni Unite. L’assessore Petetta vorrebbe unirsi al gruppo e celebrare ufficialmente la ricorrenza quel giorno nel segno delle pari opportunità, per gli uomini e per le donne, queste ultime sì che hanno nell’8 marzo la giornata dedicata a loro, riconosciuta dall’ONU. Alle critiche della consigliera Pd si è accodato tutto un elenco di sigle para-sindacali-post-femministe-filo-sinistre di associazioni che gravitano nell’orbita del dissenso sempre e comunque.