Federico Gobbi è il direttore scientifico dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, dove guida anche il dipartimento di Malattie infettive e tropicali, materia di cui è professore associato all’Università di Brescia.
Cos’è accaduto alle due donne?
«La prima paziente si è presentata in Pronto soccorso lamentando dolori articolari da tre giorni e febbre a 39 da un giorno. Siccome la signora ha assicurato di non aver fatto viaggi all’estero, quel tipo di febbre è stata classificata “ndd”, cioè di una natura da determinare. Il quadro complessivo ci ha insospettiti, visto che da 15 anni facciamo attività di sorveglianza sulle arbovirosi. Il secondo caso è stato simile».
Quand’è arrivata la diagnosi?
«Nel giro di 24 ore. Abbiamo cercato la possibile causa tra le febbri importate e il test ha dato risultato positivo per la chikungunya. A quel punto l’attività si è sdoppiata. Da una parte sono proseguite le cure alle due donne: in particolare la prima è stata ricoverata con l’aria condizionata, senza più il rischio di essere punta. Dall’altra l’Ulss 9 Scaligera ha promosso la disinfestazione attorno alle loro abitazioni, in un raggio di 200 metri, per scongiurare l’eventualità che le stesse zanzare potessero infettare altre persone».











