Donald Trump ha chiesto le dimissioni immediate del Ceo di Intel, Lip-Bu Tan, definendolo «in forte conflitto di interessi» per via dei suoi legami passati con il settore tecnologico cinese. Il messaggio, diffuso ieri su Truth Social, ha avuto un effetto immediato: le azioni Intel a Wall Street hanno perso fino al 3,5% in poche ore. La pressione politica su Intel è aumentata dopo la lettera del senatore repubblicano Tom Cotton al consiglio di amministrazione del colosso dei chip. Questa settimana Cotton ha messo in discussione i rapporti pregressi di Tan con aziende cinesi ritenute vicine al settore militare e ha sostenuto che, sotto la guida di Tan, una società americana - la californiana Cadence Design - era stata sanzionata per aver violato le norme sull’export verso la Cina. I legami di Tan con aziende della difesa cinese sono stati confermati ad aprile da Reuters.
Intel si trova in una fase complicata. Tan è diventato ceo di Intel nel marzo 2025, subentrando a Pat Gelsinger, la cui gestione non aveva risolto i problemi strutturali dell’azienda né colmato il divario tecnologico con i principali concorrenti. Nel frattempo ha ricevuto miliardi in fondi pubblici per estendere la produzione nazionale di semiconduttori, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori asiatici. Il progetto più ambizioso è in Ohio: due impianti avanzati per un investimento iniziale di oltre 28 miliardi di dollari.










