Il mese scorso l’Ocse ha divulgato un rapporto sulla «Digitalizzazione dell’Amministrazione Fiscale e iniziative di trasformazione digitale» che riassume i dati dell’inventario delle iniziative tecnologiche in materia fiscale delle 54 giurisdizioni (economie Ocse e non Ocse) membri del Forum sull’amministrazione fiscale. I dati sono stati raccolti attraverso un’indagine globale sulla digitalizzazione avviata nell’aprile 2024. Si tratta di informazioni che aiutano a immaginare il futuro dei sistemi tributari a livello globale. Appare chiaramente che quelle amministrazioni fiscali, che, ad oggi, hanno già operato una trasformazione digitale per l’acquisizione dei dati funzionali all’attuazione dei tributi, procedono speditamente nell’interconnessione delle banche dati e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dell’operato degli uffici e, al contempo, dei servizi ai contribuenti.

L’analisi Ocse

Il punto di partenza è un precedente rapporto Ocse del 2020 (Tax Administration 3.0) che aveva sollecitato una trasformazione digitale delle amministrazioni per implementare, laddove possibile, procedure di tassazione facilmente accessibili e rapide e tendenzialmente prive di oneri (mediante l’automatica acquisizione dei dati da intermediari o direttamente da terze parti). Una visione che trovava il suo punto di forza in una progressiva integrazione di conformità nei cosiddetti “sistemi naturali” cioè quei sistemi che i contribuenti già utilizzano (ad esempio, quelli per effettuare transazioni o per svolgere attività commerciali nella vita quotidiana anche mediante personal device), eliminando procedure di riversamento dati a fini fiscali.