Una storia che lega passato, presente e futuro ed unisce impegno culturale, valorizzazione della memoria e passione per i territori. Sono alcuni degli elementi che racchiudono sensi e significati del ritorno (dopo tre secoli) dal Louvre a Catania dell'importante epigrafe di Iulia Florentina. Si tratta della più antica testimonianza materiale del cristianesimo di Catania e del suo vasto territorio, tra le più rilevanti della Sicilia e del Sud del Mediterraneo. Non solo vi è stato il definitivo ritorno nella terra d’origine dopo secoli di permanenza nel museo del Louvre, ma il reperto è esposto nel Museo Diocesano di Catania - che si trova nel cuore del centro storico della metropoli etnea -. Lo si può ammirare all’interno del nuovo allestimento della mostra «REVELARE AGATA⎪RIVIVE⎪IVLIA». La lastra marmorea, che risale al 320 d.C., era stata rinvenuta nel 1730 a Catania e trasferita a Parigi nel 1793, per poi entrare a far parte delle collezioni del Louvre. Per il ritorno in «patria» vi è stata una campagna culturale, mediatica, sociale, lanciata e supportata da un'efficace e costruttiva azione diplomatica - un dialogo tra molteplici protagonisti.