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Il K-Way, ovvero la giacca antivento e antipioggia di nylon che si può ripiegare in una delle sue tasche diventando un marsupio, ha sessant’anni. È stata messa sul mercato nel 1965, prodotta dall’omonima azienda francese, e nel 1966 ha iniziato a essere venduta in tutto il mondo. Oggi l’azienda che la vende è italiana, la BasicNet di Torino, che ha acquisito K-Way nel 2004, e che possiede, tra gli altri, storici marchi di abbigliamento sportivo come Kappa, Sebago e Superga.

Per chi si è sempre chiesto come si pronunci: non “chi uei” e nemmeno “chei uei” o “cappa uei”, ma “ca uei”: “K” sta infatti per “cas”, che in francese si legge “ca”. Infatti originariamente la giacca doveva chiamarsi “en cas de”, ovvero “in caso di”, sottintendendo pioggia o vento, ma i responsabili del marketing del prodotto sostenevano che avrebbe avuto più successo con un nome che sembrasse americano. Da lì la scelta di usare la “k” al posto del “cas” e di aggiungere “-way”, senza un vero motivo, solo perché suonava bene.

L’invenzione del K-Way avvenne però in un contesto estremamente legato alla tradizione francese: il suo ideatore, l’imprenditore Léon-Claude Duhamel, ebbe l’ispirazione mentre era seduto a un tavolino del Café de la Paix, a Parigi. Era un giorno di pioggia di maggio, nel 1964, e Duhamel fu attirato dai passanti che camminavano impacciati nel tentativo di ripararsi sotto agli ombrelli e in particolare da una donna con due bambini che indossavano dei vestiti di nylon rossi. Pensò quindi di creare una giacca impermeabile in nylon simile a quei vestiti, che proteggesse dalla pioggia e dal vento, che creasse meno impaccio di un ombrello, e in un materiale molto leggero. La giacca poi doveva anche potersi piegare e diventare un marsupio, così da potersela portare sempre dietro, bagnata o asciutta che fosse.