Risalire la via stretta di Monterosso significa riavvolgere il nastro ad un tempo che pare ormai lontanissimo. Ad una fredda mattina di aprile di 12 anni fa, quando verso la villa era un via vai di auto e di personaggi del mondo sportivo in movimento per rendere l’ultimo omaggio a Ivan Ruggeri. Sulla vita del presidente dell’Atalanta era stata scritta la parola fine, a soli 68 anni, dopo un lungo calvario. La sottile discrezione che lo aveva avvolto nei sei anni della malattia, la finitezza della sua condizione, la fragilità, la sofferenza e il dolore della perdita si ritrovarono intatti nel salone della villa, cornici d’argento, fiori e una vista incomparabile su Città Alta. In una stanza avevano allestito una camera speciale, attrezzata come un ospedale solo per lui. La processione sportiva si innervava nei giardini, perfettamente curati, ortensie e un prato all’inglese senza soluzione di continuità con il verde circostante. È stato proprio questo appeal da inaspettata collina cittadina ad ammaliare chi, pochi mesi fa, ha deciso di fare l’affare e prendere casa. O meglio, di prendersi il villone della famiglia Ruggeri.
Atalanta, la villa dell'ex presidente Ivan Ruggeri in mani ucraine per 3 milioni
A Monterosso, per anni teatro di affari calcistici. Già in corso i lavori edili con operai connazionali del nuovo proprietario










