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6 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:55
Puntuali come ogni anno arrivano le promesse e anticipazioni agostane sulle pensioni. Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro, nonostante il Carroccio abbia con tutta evidenza perso la scommessa di riuscire a garantire l’agognato “superamento della Fornero”, dice a Repubblica che almeno sull’aumento di tre mesi dei requisiti per l’uscita dal lavoro che scatterà da gennaio 2027 “la Lega non arretra”. Perché “questo meccanismo, ideato dalla Fornero, è perverso“. Il Mef sta facendo le valutazioni tecniche ma “conta la volontà politica”, continua Durigon, e questa è una “richiesta precisa della Lega, sostenuta dal ministro Giorgetti. Troveremo le risorse. Blocchiamo ora i tre mesi, poi nel 2029 vedremo come intervenire in modo strutturale“. Si vedrà. Intanto si punta sugli slogan: visto che quota 103 “non ha avuto il successo sperato” (eufemismo: solo 1.153 richieste nel 2024), “servono soluzioni più efficaci per la flessibilità in uscita”. Ovvero? “Credo che 64 anni possano diventare la vera soglia di libertà pensionistica. Oggi la possibilità è limitata ai contributivi puri. Valutiamo i costi per estenderla anche a chi è nel sistema misto”. Insomma: tutti fuori a 64 anni.








