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Ultimo aggiornamento: 17:01

Era stato il figlio a lanciare l’allarme lunedì 5 agosto chiamando i soccorsi affermando che la madre era stata colpita da un malore in casa. Dopo essere stata soccorsa dai sanitari del 118 nella sua abitazione – in un condominio di Polesine Zibello, nel Parmense – la 70enne indiana (in Italia da meno di un anno) era stata trasferita all’Ospedale Maggiore in eliambulanza e in stato comatoso. Qui, poche ore dopo, è deceduta per “emorragia cerebrale con segni di traumatismo esterno”. Ma il decesso della donna non sarebbe dovuto a cause naturali. Dopo 36 ore di indagini, infatti, i carabinieri – in esecuzione di decreto emesso dal pm – hanno fermato con l’accusa di omicidio pluriaggravato il figlio della vittima, un 51enne anche lui cittadino indiano.

Le indagini avevano preso avvio dopo la segnalazione della direzione sanitaria dell’Asl di Parma. I medici, infatti, avevano notato i segni sul corpo della donna: lividi alla guancia sinistra e sulle braccia, un occhio nero e un taglio. Lesioni giustificate dal figlio con una caduta avvenuta circa due settimane prima. La Tac cui la signora è stata sottoposta in Ospedale aveva evidenziato una emorragia cerebrale sinistra, oltre ad un segno di estrazione dentaria. Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe aggradito la donna nella giornata di sabato, colpendola alla testa: le lesioni subite avrebbero determinato, a distanza di poco meno di due giorni, lo stato comatoso e il conseguente decesso.