Sul Teatro San Carlo di Napoli, tempio lirico italiano e simbolo culturale della città, si abbatte una bomba politica che si intreccia con la guerra, tutta interna al Pd, per la designazione del candidato presidente della Regione in Campania alla vigilia della tornata elettorale.
Ieri sera, dopo le dieci, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha nominato Fulvio Macciardi, 66 anni, milanese e reduce da due mandati consecutivi come sovrintendente del teatro comunale di Bologna, alla guida del Teatro San Carlo per il quinquennio 2025-20230. Un nome, quello di Macciardi, gradito al Mic ma non al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, presidente della Fondazione Teatro San Carlo, che spingeva per altri profili. La decisione di Giuli sancisce così la validità di una votazione che si è trasformata, per Manfredi, in un doppio schiaffo politico: l’uno ricevuto dal Governo, con cui Manfredi coltiva un rapporto di collaborazione istituzionale; l’altro da Vincenzo De Luca, da sempre ai ferri corti con il primo cittadino e pure con il Governo nazionale ma in questa occasione perfettamente allineato all’Esecutivo. Un’inedita convergenza che ha mandato Manfredi su tutte le furie, spingendolo ad iniziare una guerra a colpi di carte bollate.












