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Poco più di un anno fa i servizi segreti statunitensi avvertirono la Germania che la Russia aveva un piano per assassinare Armin Papperger, amministratore delegato della Rheinmetall, una delle principali aziende che producono armi in Europa. Il piano di uccidere un dirigente d’azienda di un paese dell’Unione Europea era parte della “guerra ibrida” iniziata dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, cioè quell’insieme di sabotaggi, campagne di disinformazione e attacchi non convenzionali a strutture di paesi nemici.
Papperger era un obiettivo importante. Tra le altre cose la Rheinmetall aveva aperto stabilimenti in Ucraina in collaborazione con il governo di Volodymyr Zelensky. Oggi è protetto come un capo di stato e Rheinmetall vale in borsa 18 volte di più rispetto all’inizio della guerra.
L’agenzia statunitense Bloomberg ha ricostruito in un lungo articolo perché Papperger sia diventato un obiettivo russo, come un’azienda che stava pensando di abbandonare le armi per le automobili sia diventata una delle principali produttrici di materiale bellico in Europa e come l’incendio doloso di un capanno degli attrezzi potesse essere il primo segnale di una credibile minaccia russa in territorio tedesco.






