Gli Avengers non bevono, non rollano le canne, non minacciano il suicidio. «Ho la sensazione che noi donne dello sport, invece, per farci accettare dobbiamo per forza diventare supereroine: sempre più belle, più veloci, più potenti. Ma, alla fine, siamo solo esseri umani». Sha’Carri Richardson da Dallas, Texas, 25 anni, campionessa del mondo in carica dei 100 metri, la quinta sprinter più veloce della storia dell’atletica leggera (10”65), è una regina al contrario. I tatuaggi sono il suo mantello: un leone sulla coscia, il drago sulla schiena, un grande occhio sul petto.