Non è illegittima la decisione del Ministero dell’Istruzione di programmare le materie di studio per il concorso per dirigenti scolastici in maniera differente rispetto alla precedente procedura concorsuale. Così il Tar del Lazio in una sentenza con la quale ha respinto un ricorso proposto da 253 aspiranti dirigenti scolastici i quali, alla data del 28 febbraio 2023, avevano un contenzioso giurisdizionale pendente per mancato superamento della prova scritta del concorso del 2017.
Il ricorso
I ricorrenti sostenevano che il Ministero, al fine della corretta organizzazione della procedura concorsuale, in sede di programmazione delle materie oggetto di studio, avrebbe dovuto rispettare i criteri già utilizzati nel precedente concorso.
La decisione
Il Tar ha ritenuto la tesi priva di fondamento. Il concorso in questione - scrivono i giudici in sentenza - «si inserisce nella procedura nazionale» del concorso del 2017 «ma conserva la sua autonomia organizzativa rispetto al precedente concorso. L’unico vincolo normativo… che è dato rinvenire è nel possesso da parte dei candidati dei requisiti generali e dei titoli specifici di ammissione già dichiarati nella domanda di partecipazione» alla precedente procedura concorsuale.






