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Qualcuno giustificherà persino quelle parole. Non è più la banalità del male, è lo smarrimento del pudore

Quanto può scuotere una frase di sette parole scritta in italiano stentato? Tanto, quando si parla di soluzione finale, di Hitler, di Seconda guerra mondiale. Tanto, quando viene incisa in rosso su una montagna isolata a una manciata di chilometri dalla Linea Gustav. Tanto, quando quelle ventinove lettere rette da una croce sovrastano la lapide posata per ricordare gli operatori di pace del secolo scorso. È il segno dei tempi: condannare una strage rimpiangendone un'altra, la più terribile dell'era contemporanea. "Hitler ne ha rimasti molti di ebrei". Quel cartello è comparso a Caserta, sulla montagna di San Michele che guarda verso la Reggia, lì dove ottanta anni fa misero piede gli ultimi nazisti per firmare la fine della campagna d'Italia e la definitiva sconfitta nella penisola. A trovare la didascalia dell'odio è stato un avvocato: Luca Di Majo, componente del direttivo di Fratelli d'Italia a Caserta. La sua foto ha fatto subito il giro del web.