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Domenica nella penisola della Kamchatka ha cominciato a eruttare il vulcano Krasheninnikov, che era dormiente da centinaia di anni. La Kamchatka è una regione remota e scarsamente popolata nell’estremo oriente russo, e l’eruzione è iniziata in seguito a una serie di eventi sismici di lieve intensità che si erano ripetuti per giorni: c’entra anche il forte terremoto di mercoledì scorso con epicentro proprio al largo della penisola, che aveva provocato allerte tsunami in molti paesi del Pacifico, e che però non ha avuto conseguenze disastrose.

Il vulcano Krasheninnikov è alto 1.856 metri, si trova nella riserva naturale di Kronotsky e la sua eruzione sta formando una colonna di fumo e cenere che secondo gli scienziati del posto è alta fino a sei chilometri. Vsevolod Yakovlev, il direttore della riserva, ha spiegato che l’eruzione è cominciata domenica alle 6 del mattino ora locale (quando in Italia era sabato sera), poco dopo che una squadra di ricercatori aveva osservato gas e vapore fuoriuscire dal suo cratere.

Il personale della riserva è stato evacuato. Nell’area non ci sono città né centri abitati, motivo per cui secondo il ministero russo che si occupa delle emergenze non c’è alcun pericolo per la popolazione. L’unica allerta riguarda gli aerei che dovessero sorvolare l’area.