Non serve aspettare l’ultima giornata di finali, che pure potrebbero arricchire il medagliere azzurro, per dirlo. L’Italia ha già il suo simbolo ai Mondiali di Singapore, è romana e si chiama Chiara Pellacani. Simbolo perché, come giusto dieci anni fa a Kazan aveva fatto Tania Cagnotto, torna a casa con tre medaglie nei tuffi e una è d’oro. Simbolo perché come Tania si è saputo riprendere dopo due quarti posti amarissimi, quelli delle Olimpiadi di Parigi un anno fa (per la Cagnotto era stata Londra 2012). Simbolo anche perché 4 anni fa ha fatto le valigie e da allora studia negli Stati Uniti.
La quasi 23enne romana l’oro l’ha conquistato nel sincro misto da 3 metri insieme a Matteo Santoro, ma si è confermata fenomeno nelle gare individuali. Ha chiuso la sua spedizione personale con un bronzo dai 3 metri dietro le formidabili cinesi Jiwen Chen (389.70 punti) e con Jia Chen (356.40 punti) a quota 323.20, con Elisa Pizzini ottima decima. «Dopo le delusioni di Parigi - le sue parole - ho lavorato moltissimo per ottenere questi risultati e la medaglia ha un valore enorme per me. Non si fa mai l’abitudine a salire sul podio. Lascio il Mondiale con tre medaglie, era il mio obbiettivo e ora so qual è il lavoro da fare in vista delle Olimpiadi di Los Angeles».











