«Non è un peccato essere felici di essere vivi». Massimo Cotto direbbe questo oggi, a un anno dalla sua scomparsa, se potesse rivedere ancora una volta la moglie Chiara Buratti. Grande amore della sua vita. Madre del loro figlio Francesco, che proprio lo scorso San Valentino è diventato maggiorenne. E sua più grande complice durante gli ultimi 25 anni di vita.

Lui, maestro della parola scritta, padre del genere libro-intervista (famose quelle fatte a Ligabue, Patty Pravo, Guccini, Ivano Fossati, Zucchero, Vasco Rossi, Renato Zero, Leonard Cohen) e voce radiofonica rock tra le più apprezzate d’Italia, facilmente citerebbe Darkness on the Edge of Town, tra gli album del suo artista del cuore, Bruce Springsteen, che ebbe la fortuna di incontrare e intervistare. Poi, aggiungerebbe anche «non dimenticatemi però, eh?». E allora eccola, Chiara Buratti, a mantenere quest’ultima promessa. E ricordare a tutti, come fa ogni giorno con se stessa, chi era suo marito. Massimo Cotto.