Pino Insegno sta vivendo una magica estate. Che per lui, in questo 2025, non significa mare e vacanze ma televisione, anche in doppia razione. O meglio una Reazione a catena la trasmissione nel preserale di Rai 1 che da giugno lo vede nuovamente e saldamente al timone alla quale nell’ultimo mese si è aggiunta, nella domenica sera di Rai 2, Facci ridere.
«Un’esperienza divertente che è andata bene» nel corso della quale il pubblico ha potuto rivedere Insegno assieme al suo sodale nella Premiata Ditta, Roberto Ciufoli.
Pino, vogliamo cominciare da qualche polemica social che ha accompagnato anche il tuo ritorno alla comicità in tv?
«No, no. Quali polemiche? Voglio cominciare dai ringraziamenti invece...Alla Rai tutta, a partire dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore Intrattenimento Day Time, Angelo Mellone e il direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore per l’attenzione che mettono in queste produzioni. È stato un impegno importante quello di credere in Reazione a catena, darle un vestito nuovo dopo diciannove anni, una scenografia che è costata...Ci tengo perciò a ringraziare anche gli autori, a partire da Tonino Quinti, Stefano Santucci e con loro il centinaio di persone del Centro Produzione Rai di Napoli che trasformano ogni giorno il programma in un successo».






