Bologna, 25 agosto 2021 - L’affitto a Bologna non è più quello di una volta. È calato. È questa, di primo acchito, la principale conseguenza della pandemia, che già nel 2020 aveva fatto flettere verso il basso i canoni di locazione, come evidenziato da un’indagine di Tecnocasa, che riporta per il 2020 una riduzione dell’1,6% per i monolocali e del 2,2% per bilocali e trilocali, complice smart-working e il drastico calo di presenze turistiche e studenti in città.
Flessione che si è confermata, come riporta in questo caso Immobiliare.it, fino a luglio del 2021, quando gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti per 13,40 euro al mese per metro quadro, con una diminuzione del 3,6% rispetto a luglio 2020 e una discesa del 6% considerando tutti i primi sette mesi dell’anno. Numeri in controtendenza rispetto alle impennate che i canoni di locazione avevano invece fatto registrare dal 2017 al 2019, con picchi nel 2018 anche di +14,4% nel monolocale, +10,8% per i bilocali e +11,3% per i trilocali.
Il risultato oggi sono prezzi che possono arrivare ad un massimo di 11,60 euro al metro quadro mensili in zona Aeroporto-Borgo Panigale, zona Barca-Santa Viola, zona via Toscana-Savena, zona San Vitale-Mazzini. Passando quindi ai prezzi intermedi, fino a 12,60 euro in zona Murri-Massarenti, San Donato-Pilastro, Bolognina-Corticella. E poi alle punte massime di 13,10 euro al metro quadro in Saragozza e sui Colli e 15,10 euro in centro storico. Effetti di un eccezionale sorpasso dell’offerta a discapito della domanda, che tuttavia non ha permesso di riequilibrare del tutto un’annosa problematica di diponibilità abitativa a Bologna, che ora, con la ripresa del turismo, dell’economia e dell’università in presenza, stando alle sigle sindacali rischia di tornare prepotentemente "sui livelli pre-Covid".
