E’una contabilità tragica quella che l’Unicef, dopo ventidue mesi di guerra, riporta dalla Striscia di Gaza: 18 mila bambini uccisi. Ventotto al giorno, come se ogni mattina una classe scolastica venisse spazzata via. Ad affermarlo è il vicedirettore generale di Unicef Ted Chaiban. Che è stato sul campo e i conti li fa di rientro da una missione di cinque giorni in Israele, Gaza e e Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

L’INTERVISTA

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FABIANA MAGRÌ

E poi c’è il tema drammatico della carestia. Delle morti, già avvenute o molto probabili, per denutrizione: "Gaza ora rischia seriamente la carestia. Si tratta di una situazione che - spiega Chaiban - si è andata aggravando, ma ora abbiamo due indicatori che hanno superato la soglia della carestia. Una persona su tre a Gaza passa giorni senza cibo e l'indicatore di malnutrizione ha superato la soglia della carestia, con la malnutrizione acuta che ora supera il 16,5% (nella città di Gaza). Oggi, oltre 320.000 bambini piccoli sono a rischio di malnutrizione acuta".