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Per i magistrati c'è il rischio che i sei indagati reiterino i reati anche se hanno fatto un passo indietro dalle loro cariche. Ma la difesa ricorre al Tribunale del Riesam
I sei arrestati per lo scandalo dell'Urbanistica a Milan sono manager, amministratori pubblici e professionisti che avevano già fatto un passo indietro dai rispettivi ruoli, e quindi non più in grado - neanche se lo avessero voluto - di inquinare le prove o commettere altri reati: è questa la linea difensiva che i legali dei sei intendono utilizzare per portare lo scontro davanti al tribunale del Riesame, chiedendo di annullare le ordinanze di custodia firmate dal giudice Mattia Fiorentini ed eseguite giovedì mattina. Tutti - anche se con alcuni distinguo, o l'ammissione di qualche "errore" - continuano a proclamarsi innocenti, ma su questo la battaglia vera si combatterà più in là, al momento del processo vero e proprio. Per ora l'impellenza è tornare liberi, lasciare gli arresti domiciliari o - nel caso del costruttore Andrea Bezziccheri, il più severamente colpito dal giudice - la cella di San Vittore dove è stato catapultato due giorni fa.






