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La scorsa settimana la ministra dei Minerali e dell’Energia del Botswana, Bogolo Kenewendo, ha detto al Financial Times che il suo governo vuole ottenere il controllo del gruppo De Beers, cioè della principale società al mondo che si occupa dell’estrazione e della commercializzazione di diamanti. De Beers è in crisi da tempo, da quando cioè i diamanti sintetici (creati in laboratorio, e non estratti da una miniera) hanno fatto diminuire la domanda di quelli naturali, su cui si basano le attività di De Beers e buona parte dell’economia del Botswana.

Insieme alla Russia, il Botswana è uno dei principali paesi al mondo produttori di diamanti naturali. Da decenni ha rapporti molto stretti con De Beers, che in maggioranza vende proprio diamanti estratti in Botswana: talmente stretti che di fatto il governo dipende da De Beers per poter vendere i propri diamanti, e possiede anche una quota di minoranza (del 15 per cento) nella società. Nelle settimane scorse il presidente Duma Boko ha annunciato che il governo vuole aumentare la propria quota in De Beers, con l’obiettivo di assumerne il controllo. Questo, ha detto Boko, gli permetterebbe di gestire l’intero processo di vendita dei diamanti: ha anche spiegato di non essere soddisfatto di come lo sta facendo De Beers.