Non erano lavoratrici «esterne», bensì erano «di fatto, stabilmente inserite nell’organizzazione» della Rai. Quindi, ora l’azienda deve assumerle con anzianità retrodatata di otto anni. È una sentenza destinata a scuotere il mondo del lavoro in appalto, quella del giudice Maria Beatrice Gigli, della sezione Lavoro del Tribunale civile. Un verdetto che accoglie a pieno il ricorso presentato da due receptionist del Centro di produzione Rai di corso Sempione, Olga Golovina e Martina D’Arrigo, che dopo anni di servizio attraverso cooperative in appalto sempre diverse, hanno scelto la via giudiziaria per ottenere il riconoscimento dello status di dipendenti di fatto dell’azienda televisiva di Stato. E secondo quanto stabilito dal giudice del lavoro, dovranno essere «riammesse al servizio», dal quale erano rimaste escluse dopo aver rifiutato l’ennesimo passaggio da una cooperativa all’altra, sempre con trattamenti al ribasso, e (soprattutto) dopo la decisione di presentare ricorso in tribunale.