VENEZIA - Non si è sbilanciato sul nome del candidato, ma Matteo Salvini è tornato a ipotecare il Veneto: «Che il buon governo della Lega e del centrodestra in Veneto sia riconosciuto a livello internazionale e italiano è chiaro. Che lo riproporremo è altrettanto chiaro». E ha tranquillizzato gli alleati: «Ci sono sei Regioni che vanno al voto - ha detto, prima che l’elenco si allungasse a sette con la Calabria - e quindi credo che ci sia spazio per tutti per mettere i nomi migliori al posto giusto».

«Quando ci sarà il vertice del centrodestra lo saprete», ha detto ieri il vicepremier e segretario federale della Lega ai cronisti che, in Senato, lo interpellavano su quando si terrà il prossimo incontro con Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Maurizio Lupi per fare il punto sul voto regionale. Dopo la cena del 21 luglio a casa Meloni a base di ravioloni e seppie, con il gelato portato dal segretario degli azzurri, i quattro leader del centrodestra non si sono infatti più riuniti. E nemmeno si sa se nei prossimi giorni sarà fissato un nuovo appuntamento. Dunque, la situazione è ancora interlocutoria? «Ci stiamo lavorando», ha risposto Salvini ai giornalisti. E ha pure escluso che esista un “caso Veneto”: «Un caso Veneto? Sono casi giornalistici - ha detto, sorridendo -. Io capisco che ad agosto ci sia poco da scrivere e occorra riempire le pagine con ricostruzioni, retroscena e amenità che si aggiungono al calciomercato... Quando ci sarà la chiusura lo saprete».