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La Federazione internazionale dell’atletica leggera (World Athletics) ha stabilito che le atlete potranno gareggiare nella categoria femminile alle competizioni sportive mondiali solo se si sottoporranno a un test genetico. Il test serve a determinare il sesso biologico, e le atlete dovranno sottoporvisi una volta soltanto. Le nuove regole entreranno in vigore il 1° settembre e saranno valide anche per i campionati mondiali che inizieranno il 13 settembre a Tokyo, in Giappone.

Il test che verrà usato serve a rilevare la presenza del gene SRY, che indica la presenza del cromosoma Y, i cui geni determinano lo sviluppo del sesso maschile (XY) rispetto a quello femminile (XX). Un’atleta potrà quindi competere alle competizioni mondiali soltanto se il test sarà negativo. Se è invece positivo, potrà partecipare nella categoria femminile a gare non di livello mondiale, oppure in un’altra categoria. Il test può essere effettuato con un tampone orale o con un esame del sangue, e saranno le federazioni affiliate a verificare che il protocollo venga rispettato, si legge nella nota della World Athletics.

Il presidente della Federazione, Sebastian Coe, ha detto che a quel livello di competizione «è necessario essere biologicamente donna», e che il «genere non può prevalere sulla biologia».