Iveco Defence Vehicles passa a Leonardo. La divisione militare della società della galassia Exor è stata ceduta al gruppo italiano che, in cordata con Rheinmetall, ha offerto un controvalore di 1,7 miliardi di euro in termini di enterprise value : se il business dei camion, secondo un primo accordo tra gli acquirenti da finalizzare entro fine anno, passerà ai tedeschi, il resto delle attività della Difesa dovrebbe rimanere in capo a Leonardo. Il closing dell'operazione è previsto nel primo trimestre 2026: con il ricavato, Iveco distribuirà ai soci un dividendo straordinario.

Contestualmente il gruppo ha annunciato la vendita dei suoi veicoli commerciali a Tata Motors, che lancerà un'Opa volontaria finalizzata al delisting di Iveco da Piazza Affari per un valore complessivo di 3,8 miliardi. Un accordo, ha spiegato Iveco, che consente la creazione di «un gruppo di veicoli commerciali con portata, portafoglio prodotti e capacità industriale necessari per diventare leader mondiali in questo settore».

Che l'intesa su Idv fosse imminente lo aveva lasciato intendere il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti: «A brevissimo vedrai», aveva risposto ai cronisti in Transatlantico al termine del Question Time di ieri alla Camera. A stretto giro la conferma dell'ad di Leonardo, Roberto Cingolani: «L'acquisto è stato finalizzato nelle ultime ore». L'ufficialità è arrivata col comunicato di Iveco, diffuso a mercati chiusi: «Nasce un campione europeo con base in Italia». A suggerire la duplice unione, in serata, fonti di Palazzo Chigi. Riguardo alla fusione Iveco-Tata, in particolare, si evidenzia come l'accordo sia «tra i primi risultati concreti» del «piano congiunto» recentemente firmato tra l'Italia e il «partner strategico» indiano «per rafforzare la cooperazione economica e industriale»: «Il progetto – sottolineano le fonti – prevede che le strutture produttive stanno in Italia mantenendo occupazione diretta, indotto e filiere di approvvigionamento: non sono previste delocalizzazioni». «Entrambi i progetti – concludono le stesse fonti – mirano a sviluppare appieno le proprie potenzialità pur rimanendo saldamente ancorati alla tutela delle fondamentali esigenze nazionali: il governo sostenendo investimenti esteri di qualità e seguirà da vicino l'evoluzione dell'operazione per garantire la tutela dell'occupazione, delle risorse strategiche e della filiera».