Le forze armate russe continuano a bersagliare l'Ucraina, immuni a quasi quotidiani ultimatum della Casa Bianca.

La notte è stata offuscata dall'ennesima pioggia di droni e missili su diverse regioni, inclusa Kiev, ed è stato preso di mira anche un centro di addestramento militare a Chernihiv utilizzando i vettori balistici Iskander.

Mosca ha rivendicato il blitz affermando che tra le file nemiche si contano 200 vittime tra morti e feriti. Le sanzioni americane del resto non sembrano spaventare il Cremlino, nonostante Donald Trump abbia aggiornato il conto alla rovescia a 10 giorni come termine ultimo per Vladimir Putin per evitare ritorsioni economiche. Il bombardamento nell'oblast di Chernihiv, nel nord dell'Ucraina, è stato lanciato sul 169esimo centro di addestramento delle forze terrestri della riserva strategica vicino all'insediamento di Goncharovskoye, ha reso noto il ministero della Difesa russo. Dopo gli Iskander, ci sono stati altri strike con "missili dotati di testate a grappolo", che "secondo le informazioni dell'intelligence" ha provocato "perdite" di "circa 200 militari tra morti e feriti". Secondo il comando dell'esercito ucraino invece il bilancio delle vittime è di 3 morti e 18 feriti, ma fonti interne hanno fatto sapere che è stata aperta un'inchiesta. E "se sarà scoperto che azioni o inazioni di ufficiali hanno portato a uccisioni o ferimenti di personale militare, i responsabili ne dovranno rispondere", è stato precisato. Si tratta di un nervo scoperto per le forze ucraine, che contano molto sul reclutamento di forze fresche per contrastare l'avanzata del nemico.