Leonardo accelera sulla sostenibilità ambientale che, sempre più, è parte integrante del piano industriale del gruppo guidato da Roberto Cingolani: l’azienda ha abbattuto le proprie emissioni dirette del 43%. Secondo una stima di S&p Global, i rischi legati ai cambiamenti climatici potrebbero costare, alle grandi aziende mondiali, fino a 1,2 trilioni di dollari entro il 2050, soprattutto a causa di fenomeni come il caldo estremo e lo stress idrico. In linea con questa situazione, il colosso italiano della Difesa ha deciso di valutare ogni investimento anche in base a criteri ambientali e ha definito un piano strategico che traccia un percorso misurabile per trasformare il modello di business in chiave sostenibile e resiliente. Un progetto che, tra l’altro, integra azioni di ecodesign, estensione della vita utile dei prodotti e aumento del riuso degli scarti, insieme a un forte focus sull’efficienza energetica e sull’autoproduzione da fonti rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

I primi affetti di questo disegno stanno già arrivando. In particolare, a oggi, Leonardo ha già raggiunto una riduzione del 43% delle emissioni dirette e del 36% di quelle indirette per ora di volo equivalente. Il 21% dei fornitori è coinvolto nel raggiungimento degli obiettivi Sbt (science based target), mentre si registrano cali del 23% nei prelievi di energia elettrica da rete, del 21% nei consumi idrici e del 15% nella produzione di rifiuti.