Il cardinale dimenticato

6 € al mese

Celso Valli assieme a Vasco Rossi, in uno scatto pubblicato dal cantante. A destra, Valli mentre dirige l’Orchestra del Comunale (. foto di Michele Lapini. ). e nel riquadro l’artista con. Michele Torpedine e Tony Renis a una festa di compleanno al Ruvido del 2003

Bologna, 29 lugli o2025 – Molto prima del riconoscimento Unesco, Bologna è diventata un riferimento nazionale per la musica grazie a una rete di esperienze strettamente connesse alla creatività diffusa. Merito di grandi personalità, come quelle che, negli anni ‘70, hanno fatto del Conservatorio un centro di elaborazione e produzione sonora che avrebbe cambiato per sempre il pop. Celso Valli è stato uno dei quei giovani virtuosi dello strumento emersi dalla ‘leggendaria’ cattedra di musica d’uso dell’istituzione di piazza Rossini, che hanno applicato la loro formazione colta alle canzoni, alla melodia, arricchendola di una sontuosità sinfonica mai ascoltata prima. Valli, che si è spento a Bologna nella notte fra domenica e lunedì dopo una lunga malattia a 75 anni, ha lavorato sino alla fine: solo nello scorso marzo aveva diretto l’Orchestra del Teatro Comunale in The Man I Love, un viaggio nelle più belle canzoni d’amore, da lui riarrangiate e affidate alle voci di Ornella Vanoni, Simona Molinari e Malika Ayane. "Mi piaceva moltissimo andare alla Fonoprint con l’emozione di ascoltare l’arrangiamento di Celso Valli a una mia canzone", è il ricordo in queste ore della stessa Vanoni. "La sera finale del concerto/tributo al teatro Manzoni era felice– è il ricordo di Paolo Fresu, fra i promotori – E Ornella gli accarezzava i capelli. Perché Celso necessitava di una carezza. La stessa che ha messo nella sua musica e nelle vite altrui".