Spread ai minimi, Borse in ottima salute ed euro in cerca d’identità, ma in grado con il rallentamento della sua corsa di dare fiato alle imprese europee.
Due giorni dopo il discusso accordo sui dazi raggiunto fra Europa e Stati Uniti il mercato cerca di tirare le somme e di voltare pagina dopo un prolungato periodo di estrema incertezza, ma non certo negativo per gli investimenti finanziari, coinciso con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca dello scorso gennaio.
Economisti e analisti di mercato sono ancora alla ricerca del bandolo della matassa riguardo agli sviluppi legati alle politiche commerciali e alle conseguenze delle tariffe applicate in base agli accordi, che sono comunque più elevate rispetto al passato e in grado quindi potenzialmente di esercitare un impatto sulla crescita globale.
Tra le righe si avverte tuttavia il desiderio di guardare oltre, ai «temi di sempre» che non mancano di certo in questi giorni: dalle banche centrali, con la decisione di politica monetaria della Federal Reserve di questa sera; agli indicatori macro, che culmineranno venerdì con il rapporto occupazionale Usa; per finire con la stagione dei bilanci trimestrali, più che mai nel vivo in questi giorni a Wall Street come in Europa.












