La Corte Suprema della Federazione Russa ha ufficialmente inserito il satanismo nell’elenco delle organizzazioni “estremiste” lo scorso 23 luglio, decretandone il divieto su tutto il territorio nazionale. La decisione è giunta in seguito all’accoglimento di una specifica richiesta avanzata dalla Procura russa.
La decisione fa seguito ad una tavola rotonda tenutasi ad aprile alla Camera dei Deputati, incentrata sulla lotta al “satanismo”, che, secondo il quotidiano russo The Moscow Times, ha suscitato paragoni con il nazismo e il movimento Lgbtq. I partecipanti hanno affermato che l’obiettivo del movimento era distruggere i valori tradizionali, nell’ambito di una “guerra ibrida” occidentale.
La stessa Procura ha indicato, in una dichiarazione sul suo account Telegram, che la Corte Suprema aveva accolto la richiesta del procuratore generale Igor Krasnov, il quale ha affermato che “il movimento si basa su un’ideologia estremista, odio e ostilità verso le confessioni religiose tradizionali”, in risposta al divieto del “movimento satanico internazionale”.
“I suoi membri propugnano pubblicamente l’estremismo, nonché la distruzione, il danneggiamento e il vandalismo di chiese ortodosse, cappelle, croci, tra gli altri”, ha affermato, prima di precisare che questi individui “usano simboli e attributi e compiono rituali occulti”.








