Non sono tanto le dimissioni del sindaco di Taranto Piero Bitetti a fare notizia, quanto che il governo abbia deciso di andare avanti con l'accordo di programma interistituzionale sull'ex Ilva anche senza di lui.

Nonostante la protesta, la crisi politica e la volontà del primo cittadino di uscire di scena dopo la dura contestazione subita lunedì da un gruppo di attivisti, Roma tira dritto e conferma la data del 31 luglio per la firma del patto per la decarbonizzazione. Lo ha fatto sapere il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo un colloquio telefonico con il presidente della Regione Michele Emiliano. L'accordo inter istituzionale dovrà essere sottoscritto anche del presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano e dal sindaco di Statte Fabio Spada.

Cosa potrebbe accadere? E' probabile - salvo colpi di scena - che giovedì si arrivi a stipulare l'accordo sulla realizzazione di tre forni elettrici che andranno a sostituire progressivamente quelli a carbone, soluzione che compare in entrambi gli scenari prospettati dalla bozza consegnata agli enti locali, lasciando in sospeso l'approfondimento sul polo Dri (preridotto). Questo consentirebbe di riaprire in tempi brevi la gara per la cessione degli impianti, con le nuove modalità legate al piano di decarbonizzazione, coinvolgendo nuovi investitori oltre a Baku Steel, con l'obiettivo di chiudere il bando entro ottobre e completare l'iter entro inizio 2026. Di questo si è parlato durante la videocall tra il ministro Urso e i vertici delle associazioni datoriali e dell'indotto a cui ha partecipato anche il governatore Emiliano. Confermata anche la successiva riunione con i sindacati, venerdì mattina a Palazzo Chigi.