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Dalla scorsa settimana su Canale 5 è cominciata la nuova edizione di Sarabanda, quiz musicale che ebbe un enorme successo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Molte cose sono rimaste le stesse: alla conduzione c’è sempre Enrico Papi, la rete è sempre Mediaset (prima però andava in onda su Italia 1) e anche i giochi che i vari concorrenti devono superare sono rimasti invariati. Altre invece sono cambiate parecchio, a cominciare dal tono del programma, ora decisamente più sobrio, e dall’atteggiamento dei concorrenti, che appaiono più misurati e composti.
Uno dei motivi del successo delle prime edizioni di Sarabanda erano stati infatti proprio i suoi “campioni”, ossia i concorrenti vincitori di molte puntate consecutivamente. Nella maggior parte dei casi, oltre alla loro straordinaria capacità di riconoscere una canzone in pochi secondi (a volte meno di uno), si distinguevano anche per il modo in cui venivano trasformati in personaggi televisivi.
Gli autori del programma giocavano molto su queste sfumature, e spesso le enfatizzavano per rendere le puntate più spettacolari e i vari campioni più familiari al pubblico, un po’ come se fossero i personaggi di una serie tv. Capitava anche che venisse attribuito loro un nome d’arte, come nei casi di “Allegria” (Davide Guarnieri), “Tiramisù” (Diego Cancian), “Coccinella” (Marco Manuelli), “Fragolone” (Adriano Battistoni), “Peperino” (Graziella Arcuri) e “La professora” (Antonietta Palladino).













