Almeno 20 persone sono state uccise e 43 sono rimaste ferite nei raid russi della notte scorsa sulle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk, nell'Ucraina sud-orientale, hanno riferito le autorità.
Nella regione di Zaporizhzhia, bombardamenti contro un istituto penitenziario hanno causato 17 morti e 42 feriti, ha affermato su Telegram il consigliere presidenziale ucraino Andriy Yermak, denunciando "un altro crimine di guerra da parte dei russi".
Altri 3 attacchi nella regione di Dnipropetrovsk hanno causato almeno 4 morti e otto feriti, ha reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Sergiy Lysak.
"Nella notte, il nemico ha bombardato la regione di Zaporizhzhia otto volte, in precedenza con le Fab (le bombe aeree teleguidate, ndr). Hanno colpito anche la colonia penale: 16 persone sono morte e 35 sono rimaste ferite", ha affermato il capo dell'Amministrazione militare della regione, Ivan Fedorov, aggiungendo che nell'attacco l'istituto penitenziario è stato distrutto e alcune abitazioni vicine sono state danneggiate.
Nelle ultime 24 ore, "quando tutti avevano ricominciato a sperare nella fine delle uccisioni, l'esercito russo ha ucciso 22 persone in Ucraina... e altre 85 sono rimaste ferite", mentre "sotto i bombardamenti russi sono finite 73 città e villaggi ucraini": lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E questo avviene "dopo che gli Stati Uniti hanno espresso una posizione molto chiara, sostenuta dal mondo intero, secondo cui la Russia deve porre fine a questa guerra e passare alla diplomazia", ha sottolineato il capo dello Stato.







