Quando il 29 luglio del 1965 Aiuto!/Help! di Richard Lester (alla sua seconda regia per i Beatles dopo Tutti per uno/A Hard Day’s Night dell’anno precedente) fu presentato a Londra in anteprima mondiale, i Fab Four erano forse all’apice assoluto della Beatlemania (l’LP sarebbe uscito la settimana dopo, in contemporanea con la prima del film nelle sale), ma già sul punto di portare alla rarefazione le tournée live per concentrarsi sulla sperimentazione in studio che porterà nel volgere di due anni alla realizzazione di una formidabile tripletta di album (Rubber Soul, dicembre 1965; Revolver, 1966; e l’epocale Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, 1967). Il film riflette in parte questa transizione: se Tutti per uno aveva colto l’energia più giovanile e autentica della band, Aiuto! ne restituisce un’identità più «costruita» e fors’anche frammentata, seppur ovviamente ancora filtrata dallo sguardo ironico e iconoclasta di Lester, autore americano e purtuttavia britannico nello spirito che aveva assimilato e riorganizzato a suo modo anche i furori del free cinema del decennio prima.
«Aiuto!/Help!» compie 60 anni: la tensione latente nei Beatles che si vede nel film di Lester
Il titolo originario doveva essere «Eight Arms to Hold You», ma fu cambiato in corsa per accomodare il nuovissimo singolo di Lennon e McCartney







