«Sharon la sentiamo vicina sempre, ogni giorno andiamo da lei al cimitero. La sua presenza ci accompagna soprattutto quando siamo molto a terra. Allora la percepiamo ancora più forte, come se volesse dirci di andare avanti». Maria Teresa Previtali e Bruno Verzeni, seduti al tavolo di un locale vicino a casa, a Bottanuco, accettano di ricordare la figlia a un anno dalla sua morte. La notte fra il 29 e il 30 luglio, a 33 anni, Sharon Verzeni fu accoltellata in strada mentre passeggiava e ascoltava musica. Per un mese, fino all’arresto del trentenne di Suisio Moussa Sangare, oggi imputato per omicidio volontario pluriaggravato, via Castegnate, a Terno d’Isola, è stata un luogo di lacrime e telecamere, sospetti e fiori bruciati dal sole.