«Sharon la sentiamo vicina sempre, ogni giorno andiamo da lei al cimitero. La sua presenza ci accompagna soprattutto quando siamo molto a terra. Allora la percepiamo ancora più forte, come se volesse dirci di andare avanti». Maria Teresa Previtali e Bruno Verzeni, seduti al tavolo di un locale vicino a casa, a Bottanuco, accettano di ricordare la figlia a un anno dalla sua morte. La notte fra il 29 e il 30 luglio, a 33 anni, Sharon Verzeni fu accoltellata in strada mentre passeggiava e ascoltava musica. Per un mese, fino all’arresto del trentenne di Suisio Moussa Sangare, oggi imputato per omicidio volontario pluriaggravato, via Castegnate, a Terno d’Isola, è stata un luogo di lacrime e telecamere, sospetti e fiori bruciati dal sole.
Omicidio Sharon Verzeni, i genitori un anno dopo: «Non proviamo odio, ma ferisce che non ci sia pentimento»
Il delitto di Terno d'Isola tenne con il fiato sospeso nell'agosto 2024. Ora, dove fu uccisa la 33enne, una targa per ricordarla. Maria Teresa e Bruno Verzeni: «Conviviamo con il vuoto, fu straziante poterla rivedere solo dopo una settimana, senza abbracciarla». Un progetto in suo nome







