TREVISO - Ha trionfato in campo. Ma ha messo a segno un canestro pesante anche fuori dal parquet. Anzi, ha rifilato una stoppata decisiva a razzisti e odiatori da tastiera. L'Italia ha conquistato l'oro ai Campionati Europei under 20, riportando il tricolore sul gradino più alto del podio dodici anni dopo il precedente successo nella più importante competizione giovanile continentale. La nazionale guidata da coach Alessandro Rossi, nella prossima stagione sulla panchina di Treviso Basket in Serie A, e trascinata dall'mvp della competizione Francesco Ferrari, ala di Cividale, in A2, ha saputo crescere nel corso del torneo, compattandosi e migliorando le proprie prestazioni.
Più forte pure di una sfilza di infortuni che, cammin facendo, hanno privato le rotazioni di ben quattro elementi, ovvero un terzo del roster. Gli azzurrini, però, hanno saputo contrastare anche degli "ostacoli" esterni, come i messaggi offensivi piovuti sui social all'indirizzo della formazione. A portare in luce la spiacevole situazione, all'indomani della vittoria sulla Lituania in finale,a Creta, è stato proprio uno dei giovani cestisti d'oro, David Torresani: "Grazie mille a tutti i commenti negativi e razzisti sotto i vari post, ci avete dato la carica", si è sfogato il play, anch'egli in forza a Tvb, in una storia su Instagram, a cui ha "taggato" (cioè ha associato il collegamento) i profili dei compagni di squadra. Il riferimento è a chi, nei giorni scorsi, aveva scritto insulti e commenti sotto la foto ufficiale del team e altri post pubblicati sui canali on line di Italbasket. Motivo scatenante degli haters? Il fatto che diversi giocatori siano italiani di nuova generazione o abbiano un genitore di origine straniera (come nel caso dello stesso Torresani). Il ventenne esterno, lombardo di nascita, al suo secondo Europeo Under 20, è uno dei componenti con la maggiore militanza senior, con quasi 300 minuti complessivi in Serie A con la Nutribullet, dove gioca dal 2019, tra giovanili e prima squadra. La sua replica è stata condivisa dall'intera squadra italiana, che non è rimasta indifferente di fronte all'odio social dei giorni scorsi, ma ha scelto di rispondere con una lezione di educazione, dopo quella sportiva e agonistica fornita nel palasport di Heraklion. “Abbiamo capito fin dal primo giorno che dovevamo essere una squadra - conferma Torresani - Per vincere dovevamo giocare insieme, difendere insieme, passarci la palla, fare le cose da squadra, non slegarci mai. Perchè la squadra si vede anche nei momenti di difficoltà, non solo in quelli di gioia. Noi siamo stati molto bravi a lavorare insieme e anche per questo siamo riusciti a raggiungere l’oro". E liquida i pseudo tifosi che hanno ancora da obiettare sul colore della pelle, ribadendo: "I commenti negativi sui social media non ci hanno fatto male, anzi è stata la carica per vincere". Anche per l'allenatore Alessandro Rossi, i suoi giovani giocatori sono stati in grado di non farsi destabilizzare dagli insulti, traendone al contrario stimoli da riversare in partita: "Simili commenti sono avvilenti - ribadisce il commissario tecnico dell'Under 20 - Sono sicuro che i ragazzi siano stati toccati da queste cose, però, al tempo stesso, hanno dimostrato una grande maturità, insolita a questa età: sono rimasti super concentrati su quello che stavano facendo e hanno saputo usare le offese come ulteriore benzina.







