L'indiscrezione arriva dalla Repubblica Popolare, dove, citando il numero uno della Svolt Energy Yang Hongxin la testata “China Star Market” anticipa l'avvio di una produzione sperimentale delle batterie allo stato semisolido. E, soprattutto, che Mini potrebbe adottarle per la prossima generazione dei propri modelli elettrici. Interpellato dalla rivista specializzata Automobilwoche, il gruppo Bmw ha chiarito di non voler commentare una simile voce. La produzione in serie e su larga scala degli accumulatori con questa tecnologia è prevista per il 2027 dalla stessa Svolt Energy. Le future batterie dovrebbero sancire un'accelerazione verso l'elettrificazione della mobilità perché sono in grado di garantire più autonomia grazie ad una maggiore densità energetica.
Densità energetica quasi tripla, 300 Wh/kg
La testata cinese chiarisce che in questa prima fase gli accumulatori raggiungerebbero i 300 Wh/kg, ossia un valore doppio se non triplo rispetto a quelli impiegati attualmente, la cui densità media è compresa fra i 100 e i 150 Wh/kg. Con la successiva evoluzione, la Svolt dovrebbe arrivare almeno a quota 360 con una riduzione di peso e anche dimensioni minori che consentono a ingegneri e designer di lavorare con maggiore libertà sulle prossime auto. Si tratta poi di capire quale futuro possa avere questa soluzione (attualmente l'ha già adottata la Nio sulla ET7 per la quale dichiara fino a 1.000 km di percorrenza), perché è anche più economica rispetto a quella delle batterie allo stato solido. La sponda alle indiscrezioni che riguardano Mini potrebbe avere un suo fondamento perché la Svolt Energy (nono produttore nazionale con una quota di poco superiore al 2%) è sostanzialmente la divisione che si occupava delle batterie della Great Wall Motors, il costruttore con il quale il gruppo Bmw ha un accordo per la produzione delle Mini elettriche, la Aceman e la Cooper.






