IVREA/MARTIGNACCO (UDINE) - La Procura di Ivrea ha chiesto di archiviare la posizione di Oscar Del Dò, 38enne pilota di origine friulana iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per la morte di Laura Origliasso, la bambina di 5 anni rimasta uccisa il 16 settembre 2023 a Caselle di Torino nell'incidente aereo che aveva coinvolto la Freccia tricolore pilotata dal maggiore dell'Aeronautica militare.
La richiesta è stata formulata dalla procuratrice Gabriella Viglione e dalla sostituta Valentina Bossi, titolare del fascicolo d'inchiesta aperto dopo l'incidente, e la notizia è stata resa nota da La Stampa. Quel 16 settembre l'aereo Aermacchi “Pony 7” con ai comandi Oscar Del Dò, originario di Torreano di Martignacco, si era schiantato all’aeroporto di Torino Caselle, in Piemonte, dopo aver perso improvvisamente quota. Il pilota si era salvato paracadutandosi, ma la carcassa della Freccia tricolore era piombata sull'auto di una famiglia in transito lungo una strada limitrofa al campo di volo. La piccola Laura non era sopravvissuta alle gravissime ferite.
La Procura ha confermato la ricostruzione emersa dalle parole registrate e pronunciate da Del Dò: «Bird strike, ho fatto un bird strike». Gli accertamenti tecnici hanno dunque acclarato che l'aereo quel giorno era entrato in avaria dopo aver impattato contro uno o più uccelli che hanno causato l'arresto delle turbine finendo nel monomotore del velivolo. A quel punto, sostiene la Procura, ogni manovra del pilota non avrebbe più avuto effetto. I pilastri dell'indagine e della richiesta di archiviazione sono gli accertamenti condotti sulla scatola nera e sui video del disastro. Dalla prima è emerso l'audio in cui Del Dò annunciava il bird strike di cui sopra, ma sono emersi pure chiari elementi che dimostrano la presenza di un corpo estraneo (il volatile) nell'elica. Il 38enne friulano per la pubblica accusa non ha dunque responsabilità nell'incidente aereo.






